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Ieri per la prima volta da oltre una settimana sono uscito di casa per fare la spesa. Sono rimasto davvero scioccato nel notare quante persona anziane camminavano per le strade per far compere o altre occupazioni.

I dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dimostrano che sono proprio le persone di età avanzata quelle più a rischio per l’infezione da #coronavirus e che dovrebbero quindi rimanere il più possibile lontano da ogni rischio di contagio.

Per questo nelle zone più colpite dal virus già da qualche settimana si moltiplicano le iniziative (in Veneto, Lazio e in molte altre Regioni) per aiutare le persone anziane a non uscire di casa con servizi a domicilio per alimentari e medicine.

Per questo ho pensato di riassumere i risultati dell’ISS in questo post e di promuovere tramite l’hashtag #tiportolaspesa tutte le iniziative di sostegno agli anziani.

L’età media dei deceduti è molto alta, 78,5 anni. Il 70% (2258) sono uomini di 79 anni di età media, mentre le donne (942) con in media 82 anni. Quasi la metà dei pazienti deceduti (48,6%) aveva almeno 3 patologie croniche pre-esistenti diagnosticate prima di contrarre l’infezione. Le più comuni sono l’ipertensione arteriosa (73,8%), diabete mellito (33,9% e cardiopatia ischemica (30,1%). Solo l’1,2% dei deceduti (6 casi) non aveva patologie croniche.

Sono 36 (1.1%) i pazienti deceduti in Italia con età inferiore a 50 anni. 9 di questi avevano meno di 40 anni e di questi 7 avevano gravi patologie pre-esistenti.

Dei 3200 deceduti la maggioranza è ovviamente in Lombardia (2175 casi , il 68%) con un numero di casi significativo in Emilia Romagna (524 casi, 16,4%) , Veneto (136 – 4,3%) e Piemonte (69 – 2,2%). Numeri decisamente più bassi nelle altre Regioni.

Nessuna stima viene fatta sul tasso di mortalità, dato che manca una stima affidabile del numero di contagiati. Su questo tema segnalo un interessantissimo studio cinese in via di pubblicazione che rivede la percentuale di mortalità ufficiale. I ricercarti hanno cercato di tenere conto dei casi di infezione non riportati per via di sintomi lievi o assenti e di altri parametri prima trascurati, pervenendo a una stima del tasso di mortalità del 1,6% rispetto al valore ufficiale del 2,4%.

Immagine che contiene screenshot

Descrizione generata automaticamente

Interessare notare che nel caso cinese la mortalità rimane molto bassa (sotto l’1%) fino alla soglia dei 50 anni, arrivando a valori significativi solo nella fascia 70-80 (9,8%) e molto alta oltre gli 80 anni (18%).

Leggi l’analisi dell’ISS.

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